wassily kandinsky fuga

L’avanguardia russa mostra a Firenze 27/09/13-19/01/14

“L’Avanguardia russa, la Siberia e l’Oriente. Kandinsky, Malevic, Filonov, Goncarova” è la mostra che si tiene dal 27 settembre 2013 al 19 gennaio 2014 presso Palazzo Strozzi a Firenze. Per la prima volta in Italia capolavori artistici dell’Avanguardia russa dei primi del Novecento. Un’esposizione ricchissima di opere che uniscono spiritualità, sciamanesimo e filosofia aprendo nuovi orizzonti artistici e accompagnando il visitatore in un viaggio iniziatico straordinario, in una terra di frontiera ai confini del mondo, tra deserti e ghiacciai. L’arte russa più di ogni altra ha tratto ispirazione da un Oriente dalle molte visioni.
Orario: tutti i giorni (inclusi i festivi) 9.00-20.00; giovedì 9.00-23.00.
Informazioni: tel. +39 055 2645155
Prenotazioni: tel. +39 055 2469600; fax. +39 055 244145; mail. prenotazioni@cscsigma.it

Intorno al 1910, Kandinsky scrive “Lo spirituale nell’arte” nel quale descrive la sua concezione di un’arte nuova, non più figurativa, inaugurando così l’Astrattismo. Non si può dire che sia stato in assoluto il primo artista a creare astratti; già nell’antichità, infatti, si ha notizia di opere astratte, che avevano finalità decorativa, diversamente dalle pitture di Kandinsky che hanno funzioni ben precise che l’artista meticolosamente sistematizza nel suo testo. Non è il principio della casualità a muovere la sua arte, ma quello dello studio rigoroso delle qualità formali del quadro e delle loro possibili combinazioni. Due colori vicini suscitano determinate esperienze emotive, una curva rispetto ad una linea zigzag evoca precise sensazioni ecc. La sua concettualizzazione è sull’universale dell’opera piuttosto che sull’individuale: secondo Kandinsky, infatti, le esperienze visive corrispondono a esperienze emotive, esperienze emotive che hanno mosso l’artista portandolo a scegliere determinate combinazioni di ritmi, linee e colori ma che sono le medesime nell’osservatore. Questo, da un lato, è molto interessante perchè ci mostra che esiste un linguaggio dell’arte che è comune a tutti noi, dall’altro, credo copra tutta l’altra parte che è quella del personale, la storia dell’artista che crea quel quadro e non un altro e la storia dell’osservatore che lo porta a vedere nel quadro una cosa e non un’altra.

Immagine: Wassily Kandinsky

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