mostra libri liberi arteterapia

Un piccolo principe di nome Federico

Il 15 ottobre presso la Libreria Libri Liberi è stata inaugurata la mostra delle opere di Federico. Contemporaneamente, è uscito un libro, dal titolo “Un piccolo principe di nome Federico” che descrive uno scorcio del percorso di Arteterapia che Benedetta Piantini, Arteterapeuta di C.R.E.T.E., ha realizzato con questo bambino, divenuto ora un ragazzo.
Tralascerei ogni commento sulla mostra e sul libro, lasciandovi immaginare le poesia che questo piccolo libro e le intense immagini in mostra riescono a trasmettere.
Vorrei, piuttosto, approfittare di questa occasione per parlare della finalità di un percorso di Arteterapia, che potrebbe qui essere erroneamente interpretata. Infatti, prima di tutto, un lavoro di Arteterapia non deve mirare a trasformare le persone in artisti, ma aiutarle a esprimersi attraverso il mezzo artistico. Parlare di sè, far emergere gli aspetti più personali e più vitali, che non è detto corrispondano all’essere un artista. Per qualcuno potrebbe essere così, ma solo per qualcuno.
Allora perchè mettere le opere di un paziente in mostra? Spesso accade, purtroppo, che vengano organizzate piccole mostre delle opere di pazienti semplicemente per mostrare ad un pubblico esterno quanto sono bravi i pazienti. Questa è una finalità quanto mai svalutativa, a mio parere, perchè rappresenta principalmente una forma di autocompiacenza per il Servizio all’interno del quale è inserito l’atelier.
E non è certamente ciò che ha guidato Benedetta Piantini, la conosco, la quale è riuscita a creare un piccolo spazio accogliente e valorizzante Federico, attraverso la valorizzazione delle sue opere, che meritano per la loro qualità estetica oltre che comunicativa. Ci tengo a sottolineare, non entrando nel merito della relazione tra Federico e la sua Arteterapeuta, che quanto questa ha pensato per lui, la mostra e il libro, è qualcosa di pensato unicamente per lui.
Per un’altra persona, la mostra non sarebbe stata una buona idea, se non addirittura una pessima idea. Noi, infatti, dobbiamo sempre tenere a mente la cura.

Immagine di Federico Bambini

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